18 ottobre 2018

L’economia della condivisione. Appunti di viaggio

Il tempo e lo spazio. Nel mezzo il percorso dell’uomo. Ed ancora la condivisione lungo il cammino.

È questa la sintesi del processo che ha caratterizzato il vivere di ciascuno di noi in questa straordinaria esperienza di coinvolgimento che interessa il centro storico di Palermo: dal Cassaro a Ballarò, dall’Albergheria al Capo sino a piazza Marina.

Vale la pena, dunque, soffermarsi un momento a riflettere sulle origini di questo appassionante processo di coinvolgimento della comunità.

In primo luogo, la riscoperta di una identità culturale fatta di luoghi, storia e tradizioni, ma soprattutto di uomini.

In secondo luogo la riflessione sulla partecipazione dell’uomo, sul bene personale e sul bene comune con uno sguardo al futuro. Nulla di nuovo sotto il sole, per carità. Già Aristotele descrive l’uomo come “animale sociale1 riferendosi, in ultima analisi, alla sua intrinseca inclinazione alla partecipazione condivisa.

In terzo luogo, «la creazione di una ricca gamma di associazioni o corpi intermedi per il perseguimento di obiettivi che i singoli esseri umani non possono efficacemente perseguire che associandosi, si rivela un elemento necessario e insostituibile perché sia assicurata alla persona umana una sfera sufficiente di libertà e di responsabilità»2.

Non c’è, però, migliore gratificazione per una teoria, di una prassi che ne perpetua il principio.

Il Cassaro cd. alto, ad esempio, ne è testimone. Un gruppo di commercianti, riuniti in associazione, hanno deciso di intraprendere un percorso di condivisione di un luogo con la Città. La passeggiata che dal teatro del sole conduce alla Cattedrale di Palermo, attraversando la piazza Bologni, è uno scrigno di bellezze materiali e immateriali: in primo luogo gli artigiani, i quali si tramandano, di padre in figlio, un patrimonio di saperi e di valori che costituiscono l’elemento fondante della narrazione del territorio.

Parte da qui il racconto. Dall’incontro. Nasce così La via dei Librai3 che nella sua terza edizione ha registrato la presenza di oltre 80.000 palermitani. Dal desiderio di raccontare il rapporto antico tra il Cassaro, il libro e la Città, con una piazza Bologni ed il vicolo del Giusino, trasformati in agorà.

Così, molti commercianti, artigiani e residenti hanno riscoperto l’orgoglio dell’essere custodi di un tesoro: quello del sapersi parte di una grande storia. Una consapevolezza che si traduce in responsabilità.

In questo senso deve leggersi il calendario delle iniziative che animano il Cassaro. Un vero e proprio percorso filologico che segna il passaggio fondamentale dalla semplice visita a una lettura approfondita dei luoghi e delle persone.

Corolla Virginea o Rosalia, culto e devozione, le mostre promosse in collaborazione con la Biblioteca Centrale della Regione Siciliana “A. Bombace”, od anche l’iniziativa delle “Botteghe letterarie per La via dei Librai” che propone una presentazione di un libro al sabato, nelle librerie storiche del Cassaro.

Tra le tante iniziative che l’Associazione Cassaro Alto celebra con orgoglio c’è “La festa dell’onestà”, che si celebra ogni 3 settembre, nel giorno in cui, tra gli altri suoi eroi, Palermo ricorda il Prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa, la moglie e l’agente di scorta.

Il salto dalla via Carini al Cassaro è breve. Il 3 settembre del 1982, su un muro unto dal dolore, un manifesto: Qui è morta la speranza dei palermitani onesti. Il 3 settembre del 2016, i familiari del Prefetto Dalla Chiesa, insieme ai bambini del Cassaro, di Ballarò, dell’Albergheria e Capo e dei Danisinni, hanno svelato la lapide posta dai commercianti, tra il Comando Legione Carabinieri Sicilia e la Cattedrale. Gli stessi bambini hanno deposto quelle rose di cartapesta, preparate nei laboratori artistici, a testimonianza che la speranza di una Città nuova è possibile grazie alla condivisione di una responsabilità. Così, il 3 settembre, il Cassaro festeggia quanti, in diverso modo, a partire dai quei tragici fatti, senza rassegnarsi, hanno investito nella bellezza, spendendo il tempo a loro disposizione in un progetto di rivoluzione culturale che è storia.

Una condivisione legata all’esercizio delle virtù, senza le quali la ripidità del percorso rischia di cedere il passo alla stanchezza e allo scoraggiamento. Così, nel gioco di squadra, le difficoltà diventano risorse e le idee buone un tesoro collettivo da condividere per il bene comune. Non è semplice, ma è importante e come tutte le cose importanti merita dedizione.

Il tempo è un dono da non disperdere e deve essere speso in favore dello sviluppo integrale di tutti. Anche il Papa ci esorta ricordandoci che: «In ogni nazione, gli abitanti sviluppano la dimensione sociale della loro vita configurandosi come cittadini responsabili in seno ad un popolo, non come massa trascinata dalle forze dominanti. Ricordiamo che l’essere fedele cittadino è una virtù e la partecipazione alla vita politica è un’obbligazione morale. Ma diventare un popolo è qualcosa di più, e richiede un costante processo nel quale ogni nuova generazione si vede coinvolta. È un lavoro lento e arduo che esige di volersi integrare e di imparare a farlo fino a sviluppare una cultura dell’incontro in una pluriforme armonia»4.

Il problema più grande di oggi è che la storia la fanno in pochi, pochissimi, noi dobbiamo far rientrare i popoli nella storia. Altrimenti essi si congedano dalla storia o se ne vendicano5.

Ecco perché dobbiamo imparare a condividere. Perché condividere è il vero modo di amare6. Lo ripete spesso Papa Francesco. Ed è vero.

1 Aristotele, Politica, Libro I, Ed. Mondadori. Cit. φύσει πολιτικὸν ζῷον «essere sociale-politico per natura».
2 San Giovanni XXIII, Pacem in terris, Cap. I, n. 11, Libreria Editrice Vaticana.
3 Angela Falletta, La via dei Librai, in “Per”, periodico della Fondazione Salvare Palermo, nr. 2, gennaio 2002.
4 Papa Francesco, Evangelium gaudium, Esortazione apostolica, LEV, n. 220.
5 Andrea Riccardi, la città secondo Papa Francesco, intervista a cura di Sara De Carli, 16 settembre 2016, www.vita.it.
6 Papa Francesco, Angelus Festa del Battesimo del Signore, 12.I.2014, Piazza san Pietro, Vaticano. LEV.